30 Ottobre 2020 - 4:38
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Rocky Balboa - Il mito ritrovato
Bello, bello e ancora bello...
Dopo più di 30 anni, Sylvester Stallone riesce a compiere il "miracolo" di farci rivivere emozioni simili a quelle provate il giorno in cui uscì il primo film di Rocky.
Rocky Balboa è un film delicato che da ampio spazio ai sentimenti di tutti i personaggi, con una sceneggiatura attenta ai minimi particolari e una regia "morbida" usata per srotolare delicatamente il rocchetto narrativo.
L'avversario di Rocky, Mason "the Line" Dixon interpretato dal vero (e bravo) pugile Antonio Tarver, torna ad essere un uomo "reale" senza strane manie "omicide" in stile "ti spiezzo in due" dell'ormai obsoleto e ridicolo Ivan Drago.
Anche i personaggi di contorno come il manager di Dixon, non fa la consueta parte del procuratore viscido e schifoso, ma si comporta in modo corretto e senza eccessi.
Un film pieno di morali ma senza voler essere banalmente saccente.
Per dar maggior verità alle scene, Stallone ha girato tutto il film in esterni.
Grazie alla complicità del canale satellitare americano HBO, Sly ha potuto riprendere il suo incontro nel palazzetto di Las Vegas al termine di un vero match di pugilato.
L'utilizzo della telecamera che si adatta perfettamente alle riprese televisive dei moderni eventi pugilistici, trasmette ulteriormente quella verità che fa sobbalzare tutti gli spettatori a ogni colpo subito o inferto dai due pugili.
Rimarrete incredibilmente e favorevolmente sorpresi di quanto dovrete "soffrire" per le sorti del nostro amico Rocky.
Con questo film Stallone conclude nel miglior modo possibile una saga che lo ha visto protagonista, nel bene e nel male, per oltre 30 anni.
Il primo film di Rocky rimarrà per sempre un capolavoro intramontabile, ma questo sesto episodio lo segue a ruota...
Che bello poter ritornare al cinema per vedere film fatti così bene !!!

P.s. una dolentissima nota per la versione Italiana.
Mi trovo nuovamente a dover sottolineare un'incredibile quanto indegna scelta nel doppiaggio Italiano del personaggio di Mary, affidato alla sconosciuta Emanuela (o Manuela) Muni.
Una voce "acerba" che risuona come una campana stonata durante un concerto di musica sinfonica.
Paragonabile in orrore quanto la voce di Monica Bellucci (che doppiava se stessa) in Matrix 2 e 3 o la voce di Ilaria d'Amico che ha doppiato (?) il drago Saphira nel banalissimo e incolore film Eragon.
Non finiremo mai di chiederci come sia possibile che con la moltitudine di doppiatori validissimi di cui il nostro bel paese dispone sia a Roma che a Milano, si possano fare scelte così raccapriccianti!

Sarebbe tanto bello se nel mondo andassero avanti solo i meritevoli e non i raccomandati!!!

...UTOPIA!
Immagini
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15/01/2007 | Commenti (0) | Visite (4.652)
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